Sicurezza sul Lavoro

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Ogni anno circa il 6% dei lavoratori italiani subisce un incidente sul lavoro. Si tratta di quasi un milione di incidenti di diversa natura e gravità, dei quali circa 600 mila con conseguenze tali da comportare un periodo di inabilità superiore ai tre giorni, oltre 27 mila invece, hanno conseguenze di invalidità permanente e più di 1.300 causano il decesso del lavoratore. Questo equivale a dire che, ogni giorno, tre persone decedono per disgrazie collegate al loro lavoro.

Per questi motivi la sicurezza sul lavoro è uno degli ambiti prioritari verso il quale le istituzioni hanno rivolto grande attenzione e costante impegno mirati a garantire nel migliore dei modi la salute, l’integrità e la dignità del lavoratore. L’argomento, con l’approvazione dell’ultimo Decreto Legislativo datato 3 Agosto 2009, è stato nuovamente al centro dell’azione del Governo e del Parlamento.

Alla luce del numero esorbitante di morti sul lavoro infatti, il Governo della XV° Legislatura ha dato massima priorità al tema della salute e della sicurezza: nel Documento di Programmazione Economico-Finanziaria 2007-2011 l’argomento “sicurezza sul lavoro” è stato trattato accuratamente ed è stato inserito fra gli altri interventi programmati in materia di occupazione.

Secondo il Governo si era resa necessaria la creazione di un modello legale in grado di prevenire gli infortuni sul lavoro, un modello che funzionasse in maniera migliore rispetto al precedente, determinando così anche il potenziamento della cultura della legalità nel settore occupazionale. Tutto questo, sopratutto aggiungendo alle norme già stabilite alcuni importanti strumenti quali la formazione specializzata, gli accordi collettivi e la Responsabilità Sociale delle Imprese.

La via che si è deciso di percorrere è stata quella di istituire una sorta di Patente a punti per le imprese dei settori a rischio (inizialmente per il settore edile) la quale, insieme all’aumento della prevenzione, la valutazione meno burocratizzata della sicurezza sul luogo di lavoro ed il riadattamento delle sanzioni, porteranno ad un netto miglioramento nelle prassi atte a garantire la sicurezza del lavoratore.

La nuova normativa punta, nello specifico, alla definizione del sistema di qualificazione delle aziende e dei lavoratori autonomi, con particolare riferimento alla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. Il sistema è fondato dunque sia sull’applicazione di determinati standard contrattuali, sia sulla base delle specifiche esperienze e competenze individuali acquisite anche attraverso percorsi formativi.

Le aziende che dunque realizzino un sistema di misure di sicurezza idoneo a scongiurare gli infortuni sul lavoro e che siano in grado di creare e gestire un loro meccanismo interno di monitoraggio mirato a consentire il continuo aggiornamento di tali misure, potranno, con maggiori probabilità, sfuggire alle conseguenze delle responsabilità amministrative fissate dal Testo Unico del 2008.

Nel correttivo dell’Agosto 2009 si è inoltre previsto che gli organismi paritetici (imprese-sindacati) potranno controllare e costatare l’attuazione del sistema di sicurezza aziendale: non si tratta certamente di una “certificazione” assoluta, tuttavia, il “via libera” rilasciato dai suddetti organismi servirà ad allontanare le visite degli ispettori del lavoro e delle Asl, i quali dovranno e preferiranno invece dirigersi verso quelle imprese i cui modelli non siano stati controllati.

Qui è visualizzabile l’intero testo del Decreto Legislativo 2 Agosto 2009 n.106, ad integrazione e correzione del Decreto Legislativo 9 Aprile 2008, n. 81 (Testo Unico 2008).

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